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Grand Hotel Dino

Centro Congressi

  • Progettisti Claudio Maria Fimiani Architetto
  • Città Baveno (VB)
  • Stato Italia
  • Eco decorativi su misura Imperium, oro e argento
  • Ambienti Resort & Spa
  • Tipologia Spazi per l'ospitalità

Il restyling del Centro Congressi del Grand Hotel Dino, facente parte del prestigioso gruppo degli Zacchera Hotels, è stato progettato dall'Architetto Claudio M. Fimiani e realizzato nell’arco di soli sei mesi, dal Marzo al Settembre 2020.

L’intervento, ispirato a criteri di agilità̀, flessibilità̀ e leggerezza, si è sviluppato su di una superficie di circa duemila metri quadri, di cui mille e seicento circa dedicati alle Sale da Congressi, aggregabili e frazionabili in un’infinità di configurazioni, grazie all’uso di pareti mobili. Circa quattrocento metri quadri riguardavano spazi di distribuzione, aree di uso collettivo (reception, bar, foyer) e spazi tecnici e di servizio ausiliari.

In questo contesto di fondamentale ausilio alla concretizzazione delle idee del progettista è stata l’adozione di Oikos Imperium, una pittura ecologica decorativa, che produce preziosi effetti metallizzati che cambiano in funzione della luce.
Utilizzata nella versione argento, con una tecnica di posa spatolata per i soffitti del Foyer e della Galleria di Distribuzione delle sale, e nella versione oro per i soffitti delle Sale Congressi, ha contribuito a donare sfarzo e prestigio agli ambienti.

Luso della tonalità̀ argento nel Foyer e nella lunghissima Galleria di Distribuzione delle Sale (oltre settanta metri di sviluppo in lunghezza) contribuisce a smaterializzare la massa del soffitto, e le sue sfumature liquescenti e le "nuvolature" concretizzano efficacemente un’idea di “infinito”, di spazio aperto e proiettato verso il futuro.

All’ interno delle vastissime Sale Congressi l’adozione della tonalità̀ oro sui soffitti a cassettoni, enfatizza la funzione dei corpi illuminanti e propone un richiamo ai soffitti dei templi Zen Giapponesi, rimandando al concetto di spiritualità e a quello di una “visione celeste”.

L’utilizzo di Oikos Imperium si è esteso inoltre a dettagli più̀ prettamente decorativi. In corrispondenza delle appliques, coerentemente con le articolazioni dei pannelli volumetrici, sono state applicate campiture di colore nelle tonalità “calde” dello spettro che ritmano le murature secondo la scansione luministica. Sulle grandi pareti fisse e mobili, in posizioni strategiche, sono state praticate decorazioni in tonalità̀ metalliche, da ori ed argenti chiarissimi fino a bronzi e peltri bruniti, che impreziosiscono le partizioni verticali e ne accentuano, con vibrazioni e riflessi, la tridimensionalità̀.

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