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Simone Micheli Studio-Gallery

Un salotto dell’architettura reso vivo dalla materia Oikos

  • Progettisti arch. Simone Micheli
  • Fotografi Lorenzo Sechi e Juergen Eheim courtesy: Simone Micheli Architectural Hero
  • Città Milano
  • Stato Italia
  • Link www.simonemicheli.com
  • Ambienti Uffici
  • Tipologia Luoghi di lavoro

La riscrittura dello spazio, questo l’intento fondamentale di Simone Micheli che definisce un “manifesto metropolitano” d’architettura, un racconto sensoriale a tre dimensioni in grado di stimolare i sensi del visitatoreospite coinvolgendolo in un rapporto spaziale unico e significativo. Questa scelta filosofica si concretizza attraverso la creazione di un’ambientazione all’interno della quale niente è statico l’esteso pavimento in cemento liscio, il soppalco che copre la parte più propriamente operativa lasciando a doppio volume l’intera area ricettiva, la totemica colonna caratterizzata da frammenti specchianti giallo lucido Oikos che attraversa come una saetta lo spazio, o la gigante monolitica colonna nero lucido che sale fin sul soppalco.

Inaugurato in occasione del Salone del Mobile di Milano 2012 a Lambrate in via Ventura, il nuovo studio di Simone Micheli si presenta non come un semplice luogo di lavoro ma un campo fertile per favorire incontri, dibattiti ed espansioni di conoscenza. Lo spazio, estremamente funzionale, flessibile, ibrido, è stato immaginato come un luogo all’interno del quale elaborare, sviluppare e comunicare pensieri ed idee attraverso proposizioni reali e virtuali.

Pochi segni dal grande impatto visivo connotano lo studio: l’esteso pavimento in cemento liscio, il soppalco che copre la parte più propriamente operativa lasciando a doppio volume l’intera area ricettiva, la totemica colonna caratterizzata da frammenti specchianti giallo lucido che attraversa come una saetta lo spazio, la gigante monolitica colonna nero lucido che sale fin sul soppalco dividendone gli ambienti, la vasta quanto improbabile parete interamente armadiata con specchi e macro videoincassati, i puntuali corpi illuminanti da incasso integrati con il parapetto del soppalco e la parete/ armadio, le pareti in vetro a tutt’altezza che limitano un piccolo office, le bianche sedute tecniche che insieme ad alcuni arredi mobili dalle essenziali geometrie e ai fulgidi tavoli completano il quadro allestitivo del luogo.

In questo “manifesto metropolitano” d’architettura, racconto sensoriale a tre dimensioni in grado di stimolare i sensi del visitatore-ospite, la materia di Oikos configura una quinta fortemente evocativa di un mondo reale che si mescola a suggestioni astratte e immateriali. Secondo Simone Micheli infatti “l’architettura dovrà essere sempre più considerata come un aggregato di materia artificiale o naturale vivo solo grazie alla vita portata dalle umane presenze”.

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