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Museo Thyssen-Bornemisza di Malaga

Lo scrigno architettonico per le preziose collezioni spagnole risalenti ai secoli XIX e XX.

  • Progettisti Javier González García e Rafael Roldán Mateo
  • Città Malaga
  • Stato Spagna
  • Committente Comune di Malaga
  • Ambienti Musei
  • Tipologia Edifici Poli Culturali

Il complesso museale è sorto con la precisa volontà di ospitare l’ampia collezione artistica, composta da circa 230 dipinti spagnoli dei secoli XIX e XX, di proprietà della baronessa Carmen von Thyssen. Il Comune ha quindi deciso di dedicare a questo ambizioso progetto architettonico e culturale una parte importante del tessuto medievale del centro storico, comprendente il Palazzo di Villalón e gli isolati circostanti. 

Il museo si estende per una superficie di circa mq 7.147, dei quali mq 5.185 per uso espositivo, mq 612 destinati alla relativa Fondazione e mq 1.350 per uffici e servizi. L’ingresso avviene da via Compania direttamente dal portone di Palazzo di Villalón, da cui si accede al vestibolo con punto informativo e biglietteria fino alla recuperata corte interna, con accesso poi alle sale espositive. 

Il Palazzo di Villalón, edificio a corte risalente al XVI secolo, aveva subito importanti rimaneggiamenti nel corso degli anni, tra cui l’occupazione della corte centrale con occultamento dei fronti porticati, l’alterazione della facciata principale con un rivestimento in gres color celeste e la sostituzione dell’originario portone di pietra arenaria. Il progetto di restauro si è approcciato in modo scientifico alle antiche tracce risalenti al XVI secolo per recuperare i valori originari del manufatto. 

Nel restauro della facciata rinascimentale, in conformità con il tessuto urbano e con gli studi stratigrafici effettuati, si è scelto di operare con intonaci e finiture a calce, dalle tonalità cromatiche personalizzate in base alla storia del luogo. In superficie si è scelto di applicare Travertino Romano rifinito con la tecnica dell’antica scialbatura e pittura alla calce ad effetto ruvido, protetto superficialmente da una relativa velatura nella particolare tinta “terra d'ombra bruciata e naturale”. 

Per le parti museali di nuova costruzione, i progettisti hanno scelto forme rigorose e minimali rispettose del contesto, sulle cui superfici è stato applicato marmorino nella tonalità grigio chiara, rivestimento decorativo che ritorna anche all’interno nelle sale dove sono esposte le preziose collezioni d'arte.

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